Sul palco del Teatro Ariston, nella serata più attesa del Festival, Giorgia Cardinaletti ha portato una lezione di stile fatta di misura, luce e rigore. Prima volta per la giornalista del Tg1 nelle vesti di co-conduttrice, e debutto superato con una cifra estetica coerente con la sua identità: sofisticata, sobria, contemporanea.
Scelta vincente: affidarsi a Ermanno Scervino e a una palette raffinata, lontana dagli eccessi scenici che spesso dominano Sanremo.
Il primo look: nude couture e cristalli “azulejos”
Per la discesa inaugurale dalle scale dell’Ariston, Cardinaletti ha optato per un abito couture in tulle color nude, ricamato con motivi che richiamano gli azulejos e impreziosito da cristalli. Il risultato è stato un effetto “seconda pelle” luminoso ma mai ostentato, perfettamente calibrato per le luci televisive.
A completare il look: sabot in pizzo rebrodé coordinati; silhouette fluida e minimale; styling pulito, senza gioielli invadenti.
Una scelta che ha giocato sulla trasparenza controllata e sulla brillantezza discreta, più editoriale che spettacolare.
Il secondo look: il trionfo del nero in creponne di seta
Per la seconda uscita, la giornalista ha cambiato registro senza tradire la propria cifra. Il total black in creponne di seta, con volant e ricami trasparenti, ha segnato il momento più maturo e televisivamente potente della serata.
Qui la costruzione dell’abito – movimento, stratificazioni leggere, giochi di vedo-non-vedo – ha sostituito ogni necessità di decorazione. Un look da gran soirée, in linea con il dress code della finale dominata dal nero.
Beauty look: glow naturale e butterfly haircut
Coerente con gli abiti, anche il beauty ha seguito la via dell’eleganza luminosa: base glow e contouring soft; ombretto marrone con riflessi oro; gloss rosato; sguardo definito ma naturale.
I capelli, con un butterfly haircut mosso e voluminoso, hanno incorniciato il viso dando tridimensionalità sotto le luci di scena.
La cifra stilistica: professionalità e misura
La forza dei look di Giorgia Cardinaletti non è stata l’effetto wow, ma la coerenza narrativa: minimalismo couture; palette controllata; sensualità mai gridata; sartorialità televisiva.
Una scelta quasi “antidiva”, in linea con il suo ruolo di giornalista prestata allo spettacolo. Non a caso, la critica fashion l’ha inserita tra le meglio vestite della finale, premiandone l’eleganza e la credibilità scenica.
Giornalista sul palco, non star in passerella
In un’Ariston dominato da look teatrali e performativi, Cardinaletti ha incarnato un modello diverso: la conduzione come estensione del linguaggio dell’informazione. Anche l’apertura in tailleur formale insieme a Carlo Conti e Laura Pausini ha ribadito questa linea.
Il risultato è stato un equilibrio raro a Sanremo: moda presente, ma al servizio del ruolo.
Pagella fashion
Primo look: 8 luminoso e couture, perfetto per il debutto
Secondo look: 8,5 nero scenografico ma sofisticato
Beauty: 9 glow televisivo impeccabile
Coerenza stilistica: 9
Voto finale: 8,5 la sobrietà può essere spettacolare.
