C’è un nuovo nome destinato a far parlare il mondo della moda: Léonie Cassel. La sedicenne figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel ha fatto il suo debutto ufficiale in passerella aprendo la sfilata Dolce & Gabbana Alta Moda, andata in scena nella suggestiva cornice del Parco Botanico Radice Pura, alle pendici dell’Etna.
Per il suo esordio, la maison italiana ha scelto di affidarle l’apertura dello show, confermandola come uno dei volti più interessanti della nuova generazione. Una scelta che non è passata inosservata e che rafforza il legame tra Dolce & Gabbana e una delle famiglie più iconiche del panorama internazionale.
Léonie ha sfilato con un romantico abito in tulle nero, impreziosito da una cascata di applicazioni floreali colorate, abbinato a un bouquet di fiori freschi, ballerine decorate e a una maxi croce, dettaglio distintivo dell’immaginario estetico della maison. Un look dal forte impatto scenografico che ha celebrato la natura, l’artigianalità e l’identità mediterranea, perfettamente in sintonia con l’atmosfera del giardino botanico siciliano.
L’evento ha rappresentato un vero e proprio omaggio alla Sicilia, fonte inesauribile d’ispirazione per Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Tra ricami preziosi, pizzi, silhouette romantiche e richiami alla tradizione isolana, la collezione ha trasformato Radice Pura in un palcoscenico dove moda, arte e paesaggio si sono fusi in un racconto di straordinaria eleganza.
Il debutto di Léonie Cassel assume anche un significato simbolico. Dopo il successo della sorella maggiore Deva Cassel, già protagonista delle campagne e delle passerelle internazionali, anche la più giovane della famiglia sembra pronta a conquistare il fashion system con uno stile elegante, discreto e contemporaneo.
L’apertura della sfilata Dolce & Gabbana potrebbe rappresentare soltanto il primo capitolo di una carriera destinata a crescere. Se il buongiorno si vede dal mattino, il nome di Léonie Cassel è destinato a diventare uno dei più seguiti della nuova generazione di modelle.
Credits: Photo: Mirko Battipaglia

