ETTORE BILOTTA ISPIRATO DA EDITH PIAF

collezione Ettore Bilotta
La terza giornata dell’alta moda romana continua trionfalmente, proponendo le sperimentazioni materiche della giovane designer Sandra Backlund. Diplomata alla Beckmans School of Design di Stoccolma, è stata quest’anno vincitrice del Festival International de Mode & de Photographie di Hyères in Francia. I suoi disegni, come vere sculture si compongono di tanti piccoli pezzi che sovrapposti e assemblati in modi diversi producono di volta in volta risultati organici altri fino al raggiungimento del vero concept finale. Un’estetica che risulta ancor più evidente dalle parole della stilista: “la vera libertà creativa è poter creare i propri tessuti mentre si sta lavorando – prosegue Sandra Backlund -, la considero in fondo una forma d’arte”.

Ad un’artista d’eccellenza è dedicata la “Vie en Rose” proposta da Ettore Bilotta. La sua collezione A/I 07/08 è un inno alla divina Edith Piaf di cui riprende lo stile sofisticato portando in passerella i must della moda anni ’50: cappottini in lana bouclé e cachemire, semplici abiti di raso esasperati da cinture-torchon in passamaneria con rosone di macramè che strizzano il punto vita, tailleurs in jersey costruiti come sensuali architetture. Apre e chiude la sfilata Fabiola Sciabbarrasi, moglie di Pino Daniele che ha devoluto il suo cachet all’associazione Onlus “The Hearth of Children” che cura i bambini cardiopatici dei Paesi meno sviluppati.
L’armonia dei contrari: questo il fil rouge della sfilata di Gianni Calignano. Lo stilista salentino racconta la storia dell’unione fra contrari, attraverso 25 creazioni. Gli abiti sono l’espressione sinergica dei due emisferi cerebrali, l’uno razionale, l’altro emozionale, sono il risultato della ricerca sull’equilibrio fra gli opposti, fra ragione e istinto, malizia e ingenuità, lusso e sobrietà, effimero e durevole la cui espressione più sublime è rappresentato dall’abito gioiello nero ed oro, incrostato di Swarovsky che ha chiuso l’applauditissima sfilata.

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