CHALAYAN E GALANTE PROTAGONISTI AL PITTI

Con le “solite” novità che di stagione in stagione attirano migliaia di compratori e addetti ai lavori, tra le mura della Fortezza Da Basso, Pitti Immagine si riconferma con la sua 64° edizione manifestazione leader nel settore fieristico internazionale, soprattutto grazie ad alcuni eventi esclusivi che da qualche anno a questa parte fanno da corollario alla kermesse fiorentina.
Un plauso particolare alla prima collezione uomo firmata dal couturier romano Maurizio Galante che pur mantenendo una dimensione consona all’Alta Moda ha presentato in passerella una serie di capi che si rifanno allo streetwear, tendenza dominante degli ultimi tempi, a dimostrazione che lo stilista presta una particolare attenzione all’evoluzione del mercato. Il guardaroba per la primavera/estate 2004 proposto da Maurizio Galante si sviluppa attraverso 28 capi basici, a primo impatto, sofisticati nei particolari. “Per questa importante esperienza fiorentina ho assemblato situazioni e condizioni diverse: un luogo magnifico denso di storia; quella parte del mio lavoro che più legata alle emozioni, – ha commentato lo stilista romano – questa è una collezione uomo che guarda al mio futuro che io chiamo 0”.Un’altra pagina importante della 64° edizione del Pitti è stata scritta dallo stilista cipriota Hussein Chalayan che giovedì 19 giugno al Teatro della Pergola di Firenze ha presentato, attraverso l’originale proiezione di un film di venti minuti che racconta la prima collezione maschile dello stilista. Nella pellicola girata all’aeroporto di Atene, crocevia importante di diverse culture, Hussein Chalayan fonda presente e passato, con riferimenti alle ondate migratorie che hanno toccato il su paese natale. I capi sono stati interpretati dallo stilista come una sorta di talismani archeologici contenenti schegge di passato e di presente, diventando alla fine, quasi paradossalmente, congelati frammenti del loro stesso iter archeologico.

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