MILANO MODA DONNA QUINTA GIORNATA

Creazione Lancetti
La donna di GAI MATTIOLO, per l’autunno-inverno 2004/05 è una seduttrice edonista. Sono gli anni ’30 a sfilare, le linee essenziali dell’Art Dèco, con le sue proporzioni armoniose, i profili geometrici, le espressioni artistiche, che diventano “costruzioni” sartoriali.
Punto cardine della collezione il tailleur. La giacca piccola e avvitata a segnare il punto vita, la gonna mai oltre il ginocchio. La giacca diventa un magistrale gioco volumetrico arricchendosi di volta in volta di rouches, pieghe, profili a contrasto, geometrie di cristalli, asimmetrie.
L’esotismo del Dèco si trasforma in animal print e citazioni maschili: la stampa giraffa optical per le bluse, le tonalità rosa antico per i pantaloni alla cavallerizza da abbinare al trench da detective.
L’eleganza associata all’idea di lusso rinasce nei sontuosi abiti da sera dalle linee dritte. La silhouette femminile è enfatizzata dai drappeggi ottenuti con jersey lucidi color ottanio o georgette stampate a fantasie floreali.
La semplicità è chic. La qualità è essenziale. La creatività è libera. Su questa falsa riga, MARIELLA BURANI, costruisce la sua nuova collezione invernale. Una moda che nasce dal fluire libero delle idee, per cui giacche, pantaloni, gonne, cappotti, pullover, abiti, sfuggono a qualsiasi logica stilistica.
Così il cappotto s’indossa sotto il piumino, l’abito vintage si abbina al giacchino corto imbottito o di pelliccia, le lunghezze oscillano da sopra il ginocchio alla caviglia, vietati gli ombelichi scoperti, anzi in vita fasce di lana tipo Dr. Gibaud.
Come un’eroina scaturita dalla creatività di un programmatore di videogiochi, l’immagine della nuova donna LANCETTI fonde nel suo stile l’aggressività androgina di un personaggio virtuale, con la calda sensualità di una diva “caliente” come Carmen Miranda. Passato e presente si nutrono l’uno dell’altro, in una collezione che pesca a piene mani nella tradizione del brand per rielaborarla con la freschezza della computer graphic. La donna Lancetti indossa cappotti squadrati realizzati con un filato in lana, cachemire e fibre plastiche, per uno spigato high-tech; i soprabiti e i trench dal taglio iperfemminile sono in raso impermeabile o in lana, ma entrambi ricoperti da una spalmatura in resina per ottenere un effetto di luminescenza virtuale. Fantasie colorate per abiti leggeri e scivolati sul corpo e micro rouches in jersey applicate sui lunghi vestiti da sera. Ricami in cristallo e strass mixati con materiali tecnologici sui bustini stringivita, i guanti, le borse e le scarpe col tacco in madreperla. Il tutto dal mood anni ’70 in perfetto stile Lancetti.

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