UN DIAVOLO PER CAPELLO

Locandina della mostra
I capelli oggi sono considerati fonte di ricerca e conoscenza per numerose discipline: dall’antropologia alla sociologia, dalla cosmesi alla moda, fino alla psicologia.

Ma anche in epoche passate, per le antiche popolazioni, la cura dei capelli rivestiva un importanza fondamentale: in Egitto, ai tempi dei faraoni, l’acconciatura che spesso implicava l’uso di parrucche ed extension costituiva un importante elemento identificativo e simbolico.
Proprio con l’intento di ripercorrere l’affascinante storia del costume, relativamente al mondo dei capelli, il Museo civico archeologico di Bologna e la fondazione Mazzotta di Milano, su iniziativa di Wella, presentano a Bologna la prima grande mostra dedicata al tema dell’acconciatura indagato da diversi punti di vista: artistico, archeologico e antropologico.
La mostra “Un diavolo per capello” è visitabile dal 7 aprile al 2 luglio 2006 ed ospita al suo interno circa 300 opere:quasi 100 reperti sei/settecenteschi, fotografie di autori italiani e stranieri, oggetti e documenti di interesse etnografico e antropologico.
Tra i 300 pezzi esposti, 60 sulla storia della cosmesi dei capelli sono stati selezionati fra gli oltre 3000 presenti al Wella Museum di Darmstadt.
Il percorso della mostra è diviso in sezioni che affrontano, ognuna nel proprio ambito, il vasto universo dell’acconciatura e dei suoi significati simbolici: dalla bellezza al potere, dall’ultraterreno alla morte, dall’autorità alla ribellione.
Tanti i pezzi curiosi e rari ospitati dalla mostra bolognese: un’ascia da guerra degli indiani dell’America settentrionale con uno scalpo di capelli “nemici”; il “ricciolo” di Napoleone, che lo stesso imperatore francese, poco prima di morire, donò al suo medico come ricordo; specchi, pettini e fermagli dalle forme bizzarre, provenienti anche da Africa e Asia; e per finire un ricco campionario di foto e oggetti dell’epoca punk.

Per informazioni: tel. 051-2757211

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