NATURA IN BELLEZZA

“Natura in bellezza” è il titolo del calendario più celebrato e allo stesso tempo più discusso del 2006: il calendario del Parco dei Nebrodi. Un Parco raccontato attraverso dodici scatti fotografici, che percorrono i 12 mesi dell’anno, in una chiave inedita: sei modelle svestite che sono state immortalate nei luoghi più suggestivi del Parco. E fin qui chiunque può pensare: di calendari con modelle seminude ormai se ne vedono a bizzeffe, se non fosse che il Parco dei Nebrodi è un Ente Pubblico, gestito tra l’altro da un Commissario straordinario, Salvatore Seminara. Lo stesso Commissario straordinario precisa: “L’idea è stata mia, guardando le foto del calendario Pirelli ho capito che poteva essere un modo per stuzzicare la curiosità della gente e fare marketing. – prosegue Salvatore Seminara – A giudicare dal risultato sono molto soddisfatto”. Un risultato che non avrebbe immaginato nemmeno lo stesso Commissario: secondo le preferenze dei navigatori del sito di repubblica.it, il calendario risulta il secondo per gradimento, dietro soltanto a quello Pirelli. Un risultato che ha fatto del calendario dei Parco dei Nebrodi, un vero e proprio oggetto di culto per i collezionisti di tutto il mondo. Le immagini sono state scattate da colui che ormai è considerato il “maestro della foto glamour in Sicilia”, Luca Lo Bosco. Fotografo palermitano che non è nuovo ad esperienze di questo tipo, sue sono le fotografie del calendario delle pallavoliste del Palermo (serie A). Le pallavoliste tra di esse, la brasiliana Ana Paula Mancino, hanno posato senza veli, scatenando inevitabilmente le polemiche dei benpensanti.

“Nel caso del calendario del Parco dei Nebrodi – spiega Luca Lo Bosco -, le modelle sono tutte studentesse universitarie alla prima esperienza davanti ad una macchina fotografica. Le abbiamo scelte dopo un casting fatto proprio nell’ateneo palermitano – aggiunge il fotografo -. Cercavamo delle ragazze brune e bionde che potessero incarnare il prototipo di bellezza tipica siciliana, svestite, naturalmente, come nella migliore tradizione dei calendari artistici”.
Intanto il ricavato dalle vendite del calendario, venduto in abbinamento al principale quotidiano dell’isola, “Il Giornale di Sicilia”, hanno già permesso ai funzionari del Parco di bonificare ampie aree trasformate nel tempo in discariche, ed è soltanto l’inizio.

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