Esordio Milanese per Farhad e Silvia Tcherassi

Debutti sulle passerelle di Milano Moda Donna f/w 2003-2004. E’ la volta del designer persiano Farhad , al suo “first round”, come annuncia l’invito con guantone da box con tanto di garza, lacci e cerotto per la medicazione. Eccentrico l’allestimento della sfilata: una pedana-ring, con una testimonial d’eccezione: la pornodiva Eva Henger, che fa il suo ingresso in passerella con un abito lungo in pelle intarsiato a disegni floreali. Ha inizio un vero e proprio match: ad arbitrare i due boxers, che rappresentano rispettivamente Usa e Iraq, c’è il pugile professionista nonché giovane star del cinema italiano Piero Maggiò. Uno sguardo polemico sui venti di guerra attuali sulla passerella del giovane designer, che decreta al termine del combattimento “né vinti né vincitori”. In passerella donne moderne, grintose, con occhi truccati a mo’ di duellanti appena scese dal ring: violacei, lividi, rossi, dalle sfumature grigie ed inquietanti. Evidenti i contrasti: nell’insolito abbinamento di cachemire e raso sintetico, pelle e maglia. Domina il colore nero, che s’illumina di un fucsia squillante nei dettagli (i profili delle giacche, le impunture esagerate dei jeans, i tacchi delle scarpe). Ben dosato il mix tra i tagli classici e i dettagli sporty, fatti di tasconi e lacci, che chiudono lateralmente le giacche e i pantaloni. Leggerissimi i top, senza maniche e col collo alto, ricamati e tempestati di piume e jais. Il tradizionale pantalone da boxeur viene proposto in tessuti differenti: raso sintetico, cachemire, chiffon. Il guantone da boxe troneggia ovunque: nella borsa-guantone; in pelle, applicato sui jeans (rigorosamente grey); stampato o in paillettes su felpe con cappuccio e t-shirt. Immancabile il casco protettivo da combattimento: copricapo da portare con disinvoltura su giacche e boxer- pant.

Esordio milanese anche per Silvia Tcherassi, stilista colombiana che si caratterizza per una grande ricerca sui texture, e mescola contaminazioni stilistiche, a tagli inconsueti e ricercate palette cromatiche. In passerella completi in taffettà goffrato, stropicciato, lucido, giochi di velluto, pelle e lana. Immediati i successi: una lettera “personale”da Giorgio Armani che invita la designer ad una sua sfilata, e l’invito del presidente di Alta Roma, Stefano Dominella, a partecipare alla prossima edizione dell’alta moda italiana, prevista a Roma il prossimo mese di luglio. Se il buon giorno si vede dal mattino…

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