I minions ispirano la moda

Charlize Theron in Dior Couture

Charlize Theron in Dior Couture
Charlize Theron in Dior Couture
{jcomments on}Dopo l’enorme successo cinematografico del film d’animazione sui Minions: esserini gialli pronti a sottomettersi e a servire il cattivo di turno. La moda si è tinta di giallo facendo parlare tutti di una vera e propria mania. Il mondo della moda, che è particolarmente incline a lasciarsi condizionare dall’esterno, non è rimasto immune alla “Minions mania”, così tanti designer hanno pensato di celebrare il mondo dei minions tingendo di giallo le loro collezioni. Chi vuole sentirsi alla moda deve portare qualcosa di giallo: a volte basta anche un semplice accessorio. Il giallo illumina di una nuova luce il guardaroba (nella foto Charlize Theron in Dior Couture). Nelle credenze popolari il giallo è il colore associato ai cambiamenti; un colore che aiuta a liberarsi dagli schemi. Insomma, in molti vedono questa esplosione del giallo come un segno.

In tanti, senza soffermarsi un attimo è quindi pronti a tirare affrettate conclusioni, interpretano questa “minions mania” come una nuova stagione votata al benessere. Ma sarà poi cosi? Di certo gli stilisti non nascondono di essersi ispirati a questi esserini gialli nel disegnare le loro collezioni, lasciando ai sociologi altre interpretazioni. Spulciando tra le tante collezioni per la primavera-estate 2016 troviamo il giallo sulle passerelle di: Dolce & Gabbana, Gucci, Dsquared2, Fausto Puglisi, Iceberg, Moschino ed Hermès. Anche tra gli accessori impazza la minions mania. Così borse, bracciali e scarpe strizzano l’occhio ai simpaticissimi esserini gialli. Facendo una ricerca storica ci accorgiamo che il giallo già in passato aveva riscaldato freddi inverni. Il primo a proporlo, tra le sue collezioni, fu lo stilista Paul Poiret che nei primi del Novecento lo propose in tinte pastello. Nel 1920 il giallo esplode nella declinazione dorata, degno omaggio all’egittologia che imperversava in quegli anni. Sempre in quell’epoca artisti come Klimt e Kandinskij lo rivalutano intingendo i loro pennelli nel colore giallo. Kandinskij pare che lo adorasse tanto da definirlo: il colore della risata del folle. Poi nel 1930, con la scoperta della plastica il giallo viene consacrato dalla grande industria che lo fa diventare il colore dei giocattoli e del divertimento infantile. Da lì a poco il giallo entra nell’industria dei cartoni animati scelto per il canarino Titti. Negli anni Sessanta il giallo torna prepotentemente alla ribalta grazie a “Yellow Submarine” dei Beatles. E poi che dire dei Simpson e dei Pokemon? Il giallo ciclicamente esce alla ribalta diventando il colore Principe. E poi chi ha detto che il giallo è un colore femminile? Secondo i cinesi il giallo è un colore maschile, simbolo di potere e di uno status elevato sin dai tempi della dinastia Quing. Oggi, i nuovi ricchi dagli occhi a mandorla considerano il giallo il colore della ricchezza, eccoci quindi ritornare alla storia che vede il giallo come colore scacciacrisi. Se, invece, non riuscite a digerire e ad indossare nulla di giallo allora la scusa non manca: il giallo è associato da qualcuno alla malattia e alla invidia. Quindi non vi resta che scegliere da che parte stare…

 

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