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SPECIALE MODA PARIGI
ARCHIVIO SPECIALI
06-10-2001

Oggi, secondo giorno di sfilate per il pret-a-porter parigino, si entra nel vivo della 'competizione' che si presenta anche come un grande defile' di debutti. L'attesissimo inglese Alexander Mac Queen, oggi, con il suo marchio (controllato dal Gruppo Gucci al 51%) esordira' sulla passerella parigina (finora sfilava a Londra in proprio e a Parigi con Givenchy). Ieri e' stata la volta di una promessa, tenuta d'occhio dagli esperti: si tratta del turco-cipriota Hussein Chalayan (diplomato alla St.Martin's School di Londra) che fece scalpore a Londra con una sfilata di modelle in chador-sexy. Lunedi' sfilera' la collezione di Stella McCartney, la trentenne figlia del beatle Paul ed ex stilista di Chloe' (gruppo Richemont), anche lei ormai sotto l'egida di Gucci... ...continua


Nonostante i fatti tragici del mese scorso, anche Parigi, pur con tutte le misure di sicurezza utili in momenti come questo, dà il via alle presentazioni delle collezioni pret-a-porter per la prossima primavera-estate 2002. Un calendario ricco di 92 presentazioni più 23 passerelle off che di solito regalano le maggiori emozioni, un lavoro sempre più difficile per i tanti giornalisti che dovranno fare i conti con l’orologio e quindi proiettarsi in corse mozzafiato pur di seguire in tempo il maggior numero di presentazioni da una parte all’altra della città. La prima cosa che colpisce gli addetti ai lavori è l’uso indiscriminato del bianco, che torna prepotentemente di moda così come si è visto alle prime sfilate. ...continua


La Chambre syndicale de la Couture parisienne ha messo a punto nuove regole per ottenere la qualifica di Maison Haute Couture. Le modifiche apportate al testo del 1945, fondatore della qualifica, hanno per principale obiettivo, si legge in un comunicato, ''da una parte di aprire la possibilita' a nuove case di beneficiare di tale appellativo. Dall' altra di articolare la concessione di questa qualifica giuridicamente protetta con la procedura dei 'membri invitati', creata dalla Chambre nel 1997, al fine di aprire il calendario delle collezioni a giovani imprese di creazione''. Queste le principali modifiche: il numero minimo di 20 dipendenti e' mantenuto, ma sono ora considerati dipendenti non solo chi partecipa alla produzione, bensi' anche chi concorre alla creazione. Il numero di passaggi per collezione e' stato portato da 50 a 25. ...continua


Alexander McQueen il pupillo del gruppo Gucci ha trasformato l’area sfilate in una “plaza de toros” così come è sempre stato nei suoi costumi lo stilista inglese ha sorpreso tutti portando in passerella una donna dalla duplice veste: da una parte torero dall’altra toro. Il primo aspetto rappresenta la forza con bellissimi tailleur pantaloni neri e attillati, il secondo aspetto l’animale ferito, con una donna ribelle e seducente, con abiti rossi svolazzanti di balze, trafitta dalle banderillas.

Insomma vestiti spagnoleggianti a non finire; una linea sottilissima svela spalle e seno con giochi di aperture circolari, scende sinuosa sui fianchi , si ferma con le balze al ginocchio, ma prosegue dietro a coda a strascico. ...continua


A Milano ci eravamo già resi conto che il bianco sarebbe stato il colore dell’estate 2002, ma la conferma definitiva è arrivata da Parigi, in particolare dalla coppia di stilisti olandesi Viktor & Rolf che hanno fatto del bianco l’unico colore della loro collezione. Il candore quindi protagonista assoluto, una collezione che gioca con il white and white dell’infermiera, della vestale, della sposa. Calze gesso, scarpe decolleté di vernice bianca (anche con laccetto e fiocco a metà polpaccio), grandi bottoni, particolari irriverenti come le enormi catene da ergastolano con cuori e croci d’argento. Una soffice musica da organo accompagna la candida donna paggio con i calzoni stretti al ginocchio. ...continua


La settimana dela moda a Parigi si arricchisce di tre importanti debutti: da Emanuel Ungaro e' la prima volta che lo stilista Gian Battista Valli ''firma'' personalmente la collezione; da Givenchy il gallese Julian Mac Donald esordisce con il pret-a-porter dopo aver sfilato a luglio con la haute couture; da Chloe' la stilista Phoebe Philo debutta dopo aver fatto il braccio destro di Stella McCartney. Il grande Emanuel Ungaro, dopo aver allevato lo stilista romano per quattro anni, ha deciso di affidargli il pret-a- porter per dedicarsi completamente alla haute couture. E oggi Valli ha inteso proporre un omaggio alla storia della maison che ''ha la seduzione nel suo dna'', ha detto il giovane stilista. In passerella giacche trasparenti davanti, con pantaloni sbuffanti, ma stretti sul fondo, dove si arriccia la lunghezza. ...continua


Lo stile etnico diventa collezionismo. I venti d'oriente, che aleggiano sulla moda ispirando molti creatori, non solo hanno aperto le porte a sempre piu' numerosi stilisti levantini, ma hanno anche fatto divampare la collezione per caftani e altri abiti, tessuti e monili orientali. Cosi' mentre confermano la loro attivita' in Italia il persiano Farhad, il libanese Elie Saab; il palestinese Jamal Taslaq; l'irakena Hana Sadeq; la saudita Fawziah Alnafea, c'e' chi gia' da anni aveva scoperto il fascino di paesi che non sono solo guerra e poverta'. Come la contessa Marta Marzotto, che racconta di possedere una collezione di almeno 150 capi orientali e, nelle recenti sfilate milanesi, ha sfoggiato tre bellissimi esemplari di caftani afghani. ''Ho coltivato questa passione con 30 anni di viaggi - racconta -, ho perfino voluto una casa a Marrakesh. Ad aprile sono stata in Pakistan, dove ho acquistato dei pezzi bellissimi e antichi, tutti provenienti dall' Afghanistan. Si tratta di collari, anelli, pantafole in cuoio e oro, caftani e abiti maschili, ricoperti di monete e monili d'argento. ...continua


Il pret-a-porter parigino si chiude e i francesi dicono che e' stata una buona stagione creativa, nonostante tutto. Malgrado la guerra, la moda ha avuto i suoi applausi, in attesa che torni anche la voglia di comprare. Le cose viste in passerella si metteranno la prossima estate quando, si spera, il brutto sara' passato. Tutto e' successo in un mese, anche per la moda: le Twin Towers sono state colpite il secondo giorno delle sfilate di New York, subito annullate. Sulla settimana londinese della moda, gia' di per se' piuttosto debole, si e' quindi abbattuto il peso dello sconcerto e dell'angoscia. Milano ha avuto il coraggio di confermare i suoi 12 giorni di sfilate, e ha retto bene. Immediatamente dopo Parigi, forte dell'esperienza milanese, ce l'ha fatta nonostante le sia scoppiata la guerra nella terza giornata di defilee'. Si puo' trarre un piccolo bilancio. Innanzittutto va sottolineato, come dato di cronaca, che - a detta dei giornalisti stranieri - la sorveglianza a Milano e' stata piu' accurata che a Parigi, dove pure erano stati promessi controlli scrupolosissimi. ...continua




















































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