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Oggi,
secondo giorno di sfilate per il pret-a-porter parigino,
si entra nel vivo della 'competizione' che si presenta anche
come un grande defile' di debutti. L'attesissimo inglese
Alexander Mac Queen, oggi, con il suo marchio (controllato
dal Gruppo Gucci al 51%) esordira' sulla passerella parigina
(finora sfilava a Londra in proprio e a Parigi con Givenchy).
Ieri e' stata la volta di una promessa, tenuta d'occhio
dagli esperti: si tratta del turco-cipriota Hussein Chalayan
(diplomato alla St.Martin's School di Londra) che fece scalpore
a Londra con una sfilata di modelle in chador-sexy. Lunedi'
sfilera' la collezione di Stella McCartney, la trentenne
figlia del beatle Paul ed ex stilista di Chloe' (gruppo
Richemont), anche lei ormai sotto l'egida di Gucci...
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Nonostante
i fatti tragici del mese scorso, anche Parigi, pur con tutte
le misure di sicurezza utili in momenti come questo, dà
il via alle presentazioni delle collezioni pret-a-porter
per la prossima primavera-estate 2002. Un calendario ricco
di 92 presentazioni più 23 passerelle off che di solito
regalano le maggiori emozioni, un lavoro sempre più difficile
per i tanti giornalisti che dovranno fare i conti con l’orologio
e quindi proiettarsi in corse mozzafiato pur di seguire
in tempo il maggior numero di presentazioni da una parte
all’altra della città. La prima cosa che colpisce gli addetti
ai lavori è l’uso indiscriminato del bianco, che torna prepotentemente
di moda così come si è visto alle prime sfilate. ...continua
La
Chambre syndicale de la Couture parisienne ha messo a punto
nuove regole per ottenere la qualifica di Maison Haute Couture.
Le modifiche apportate al testo del 1945, fondatore della
qualifica, hanno per principale obiettivo, si legge in un
comunicato, ''da una parte di aprire la possibilita' a nuove
case di beneficiare di tale appellativo. Dall' altra di
articolare la concessione di questa qualifica giuridicamente
protetta con la procedura dei 'membri invitati', creata
dalla Chambre nel 1997, al fine di aprire il calendario
delle collezioni a giovani imprese di creazione''. Queste
le principali modifiche: il numero minimo di 20 dipendenti
e' mantenuto, ma sono ora considerati dipendenti non solo
chi partecipa alla produzione, bensi' anche chi concorre
alla creazione. Il numero di passaggi per collezione e'
stato portato da 50 a 25.
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Alexander
McQueen il pupillo del gruppo Gucci ha trasformato larea
sfilate in una plaza de toros così come
è sempre stato nei suoi costumi lo stilista inglese
ha sorpreso tutti portando in passerella una donna dalla
duplice veste: da una parte torero dallaltra toro.
Il primo aspetto rappresenta la forza con bellissimi tailleur
pantaloni neri e attillati, il secondo aspetto lanimale
ferito, con una donna ribelle e seducente, con abiti rossi
svolazzanti di balze, trafitta dalle banderillas.
Insomma
vestiti spagnoleggianti a non finire; una linea sottilissima
svela spalle e seno con giochi di aperture circolari, scende
sinuosa sui fianchi , si ferma con le balze al ginocchio,
ma prosegue dietro a coda a strascico. ...continua
A
Milano ci eravamo già resi conto che il bianco sarebbe
stato il colore dellestate 2002, ma la conferma definitiva
è arrivata da Parigi, in particolare dalla coppia
di stilisti olandesi Viktor & Rolf che hanno fatto del
bianco lunico colore della loro collezione. Il candore
quindi protagonista assoluto, una collezione che gioca con
il white and white dellinfermiera, della vestale,
della sposa. Calze gesso, scarpe decolleté di vernice
bianca (anche con laccetto e fiocco a metà polpaccio),
grandi bottoni, particolari irriverenti come le enormi catene
da ergastolano con cuori e croci dargento. Una soffice
musica da organo accompagna la candida donna paggio con
i calzoni stretti al ginocchio.
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La
settimana dela moda a Parigi si arricchisce di tre importanti
debutti: da Emanuel Ungaro e' la prima volta che lo stilista
Gian Battista Valli ''firma'' personalmente la collezione;
da Givenchy il gallese Julian Mac Donald esordisce con il
pret-a-porter dopo aver sfilato a luglio con la haute couture;
da Chloe' la stilista Phoebe Philo debutta dopo aver fatto
il braccio destro di Stella McCartney. Il grande Emanuel
Ungaro, dopo aver allevato lo stilista romano per quattro
anni, ha deciso di affidargli il pret-a- porter per dedicarsi
completamente alla haute couture. E oggi Valli ha inteso
proporre un omaggio alla storia della maison che ''ha la
seduzione nel suo dna'', ha detto il giovane stilista. In
passerella giacche trasparenti davanti, con pantaloni sbuffanti,
ma stretti sul fondo, dove si arriccia la lunghezza. ...continua
Lo
stile etnico diventa collezionismo. I venti d'oriente, che
aleggiano sulla moda ispirando molti creatori, non solo
hanno aperto le porte a sempre piu' numerosi stilisti levantini,
ma hanno anche fatto divampare la collezione per caftani
e altri abiti, tessuti e monili orientali. Cosi' mentre
confermano la loro attivita' in Italia il persiano Farhad,
il libanese Elie Saab; il palestinese Jamal Taslaq; l'irakena
Hana Sadeq; la saudita Fawziah Alnafea, c'e' chi gia' da
anni aveva scoperto il fascino di paesi che non sono solo
guerra e poverta'. Come la contessa Marta Marzotto, che
racconta di possedere una collezione di almeno 150 capi
orientali e, nelle recenti sfilate milanesi, ha sfoggiato
tre bellissimi esemplari di caftani afghani. ''Ho coltivato
questa passione con 30 anni di viaggi - racconta -, ho perfino
voluto una casa a Marrakesh. Ad aprile sono stata in Pakistan,
dove ho acquistato dei pezzi bellissimi e antichi, tutti
provenienti dall' Afghanistan. Si tratta di collari, anelli,
pantafole in cuoio e oro, caftani e abiti maschili, ricoperti
di monete e monili d'argento. ...continua
Il
pret-a-porter parigino si chiude e i francesi dicono che
e' stata una buona stagione creativa, nonostante tutto.
Malgrado la guerra, la moda ha avuto i suoi applausi, in
attesa che torni anche la voglia di comprare. Le cose viste
in passerella si metteranno la prossima estate quando, si
spera, il brutto sara' passato. Tutto e' successo in un
mese, anche per la moda: le Twin Towers sono state colpite
il secondo giorno delle sfilate di New York, subito annullate.
Sulla settimana londinese della moda, gia' di per se' piuttosto
debole, si e' quindi abbattuto il peso dello sconcerto e
dell'angoscia. Milano ha avuto il coraggio di confermare
i suoi 12 giorni di sfilate, e ha retto bene. Immediatamente
dopo Parigi, forte dell'esperienza milanese, ce l'ha fatta
nonostante le sia scoppiata la guerra nella terza giornata
di defilee'. Si puo' trarre un piccolo bilancio. Innanzittutto
va sottolineato, come dato di cronaca, che - a detta dei
giornalisti stranieri - la sorveglianza a Milano e' stata
piu' accurata che a Parigi, dove pure erano stati promessi
controlli scrupolosissimi. ...continua
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