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Intervista a Kaspar Capparoni

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Kaspar Capparoni e la moglie Veronica MaccaroneIl pubblico televisivo lo conosce grazie alla sua interpretazione del commissario Lorenzo Fabbri nella serie televisiva “Rex”. In realtà lui di fiction ne ha fatte davvero tante; basta ricordare, ad esempio, la sua partecipazione alla fortunata fiction Rai “Capri” di cui era uno degli attori protagonisti. Stiamo parlando di Kaspar Capparoni, grande vincitore , in coppia con Yulia Musikhina, del programma televisivo “Ballando con le stelle 7”.

 
Tra un impegno è l’altro non disdegna qualche apparizione nel patinato mondo della moda, dimostrando, tra altro, una certa classe. L’abbiamo intercettato all’ultima edizione di Pitti Uomo, dove ha fatto da testimonial per il marchio “Aeronautica militare”. Un’occasione ghiotta per poterlo incontrare e conoscerlo meglio… 

 

D: Come ti trovi ad interpretare il ruolo di modello?

 

«Modello proprio no… - se la ride!!! nda – lo lascio fare ad altri che sono molto più predisposti di me per questo tipo di cose. Io, più che altro, sto facendo una cortesia ad un amico. Un amico che ammiro e apprezzo per tutto il lavoro che sta facendo; un amico che ha ideato questo progetto. Con “Aeronautica militare” ha messo su una linea veramente eccezionale. Io che non sono un amante di un certo modo di vestire devo dire che è veramente geniale…».

 

D: A tal proposito… Qual è il tuo rapporto con lo stile? Cosa significa per te: essere eleganti?

 

«Elegante significa cercare di stare in armonia con sé stessi, con la propria indole senza eccedere. Si può essere eleganti in tanti modi, in modi diversi. L’importante è esserlo in una maniera giusta per il proprio contesto.».

 

D: Tu ti ritieni un fanatico della moda? Quando vai a fare acquisti cerchi l’abbigliamento griffato oppure vai a frugare anche nei mercatini?

 

«Fin da quando ero bambino non mi è mai importato vestire con capi firmati. Al contrario, ho sempre cercato di fare moda. Nel senso che, attraverso il mio modo di vestirmi, molte volte influenzavo chi mi stava vicino. Non dico che facevo io moda, però, in qualche modo, la muovevo, perché poi tra i giovani c’è sempre questa tendenza di emulare gli altri. Non ero quello che si vestiva con le griffe dell’epoca, ero uno che andava in giro per i vari posti, anche nei mercatini magari, e coglievo quei particolari, non so, quelle giacche, quei pantaloni, quelle scarpe, quegli oggetti, per poter essere me stesso. E quello alla fine faceva moda, perché, ripeto, se sei in armonia con tutto, si vede, lo si sente da come tu ti vesti e in qualche modo condizioni anche gli altri a voler provare lo stesso modo di vestire…».

 

D: Secondo te: una donna per essere sexy, per essere attraente, cosa deve fare?

 

«Io penso che una donna, parlando di una bella donna, nel senso di tutti i suoi attributi, non deve mettere subito in evidenza le sue curve: la sensualità va sussurrata… Ad esempio, se una donna ha un bellissimo seno non devo troppo metterlo in mostra. Se ha delle belle gambe, può farle vedere ma sempre con quel tanto di riservatezza e di buon gusto, perché l’occhio per forza non vuole vedere già tutto, vuole in qualche modo anche scoprire e il vestire e una scoperta. Già fin dai tempi antichi c’era questo modo di ragionare. Bisogna saper dosare il tutto, poi non deve mancare lo charme…»

 

D: A cosa stai lavorando in questo momento?

 

«In questo momento a nulla, a parte la mia esperienza al programma tv “Ballando con le stelle 7”, mi sto riposando.  I primi del mese prossimo conto di fare una cosa che è in via di definizione; si tratta di una co-produzione tra Italia e America, ma vediamo come si mettono le cose… Come si dice in questi casi: incrociamo le dita…».


 

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