Applausi scoscianti hanno accompagnato l'uscita dei capi della nuova collezione autunno-inverno 2004/05 firmata Marco Coretti. Un coro di consensi unanime per quella che senz'altro può essere considerata la più bella collezione Haute couture vista nell'edizione estiva di Alta Roma. Il giovane designer confermando quello che di buono aveva fatto vedere in passato, ha dedicato l'intera collezione all'antica scuola dell'Alta moda. Una scuola che Marco Coretti rimpiange "Ormai è difficile presentare una vera collezione di Alta moda, non esistono più le sarte di una volta, e soprattutto non esistono più scuole in grado di insegnare le antiche tecniche sartoriali di un tempo, - prosegue Marco - un patrimonio del nostro passato che ormai rischiamo irrimediabilmente di perdere". L'intera collezione è una sinfonia di bianco, in tutte le sue declinazioni, bianco come il cielo a mezzanotte di San Pietroburgo, nelle notti a cavallo tra giugno e luglio. Una magia della natura che affascina, come i capi della collezione Coretti, realizzati in tela di lino, "teletta da sartoria"; metodi di lavorazione e tessuti tipici di altre epoche. Abiti che disegnano perfettamente la silhouette femminile donandole una grazia di altri tempi e un sex appeal sofisticato. A chiudere la sfilata un solo abito colorato dalle sfumature del viola e impreziosito da diecimila cristalli ricamati a mano, con una gonna che ricorda i colori delle piume del pavone.
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