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Un' industria illegale, quella della contraffazione e dei
falsi, che inizia a far preoccupare seriamente gli addetti
ai lavori del settore moda. Oggi non è più difficile per
i consumatori sfoggiare borse Prada, portafogli Gucci o
Louis Vuitton: copie perfettamente uguali agli originali
(nella forma e nei particolari, ma non di certo nel tessuto
e nella lavorazione)sono in vendita presso banchi abusivi,
nel pieno centro delle città che per antonomasia sono le
capitali dell'alta moda. Ma le cose cominciano a cambiare:
una mobilitazione generale coinvolge le aziende che vedono
rubarsi "sotto gli occhi" un'ingente fetta di mercato. Per
esempio, Louis Vuitton (uno dei marchi più colpiti dalla
contraffazione), ha di recente creato un dipartimento per
la lotta ai falsi, finalizzata soprattutto a colpire i produttori.
Così come dalla "Adidas alla..Zegna", cento nomi celebri
del mondo fashion - come Bassetti, Bulgari, Dolce&Gabbana,
Ferrè e Valentino - si sono riuniti in un'unica forza insieme
ad enti pubblici, studi legali e di consulenza, agenzie
investigative etc..., per cercar di risolvere il problema.
L'Istituto di Centromarca "specializzato in patacche" con
sede a Milano, è infatti uno dei punti di riferimento per
loro. Analizza ed organizza dati e cifre, promuove convegni
e incontri, cercando di fare opinione. Purtroppo il problema
non è solo quello di veder ricopiate le due "G" di Gucci
al contrario, o il "baffo" della Nike su scarpe di altro
genere, ma spesso la parola "contraffazione" coincide con
lavoro nero o sfruttamento, significa sempre evasione fiscale
se non anche riciclaggi di denari di dubbia provenienza.
Quindi anche noi, care donne, evitiamo la griffe se deve
essere falsa, inoltre i prezzi dei vù cumprà non sono neanche
così bassi come sembrerebbe... per lo più prima era molto
più semplice arrivare a compromessi per cercare il saldo
tra una bancherella e l'altra. Quindi entrate in boutique,
diffidate dalle imitazioni!!!
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