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Patrick
Battipaglia.07-11-2003
Nella tavola rotonda che giovedi 6 novembre ha aperto "Milano
studia la moda", rassegna in tre giornate dedicata
alle scuole di moda del capoluogo meneghino, emerge, da
parte di tutte le istituzioni che si occupano di promuovere
il settore, una volontà comune: puntare sui giovani.
Una sana iniezione di ottimismo per tutti gli studenti delle
scuole di moda che al prezzo di enormi sacrifici, il più
delle volte economici considerate le alte rette scolastiche
che le famiglie sono costrette a sobbarcarsi, inseguono
il sogno di diventare stilisti di moda. Certo non sono mancate
le ramanzine, in fin di bene, alla maggior parte degli studenti
che non si guardano intorno. Vittorio Giulini, Presidente
di Sistema Moda Italia, lamenta il fatto che le industrie
del sistema moda non riescono a trovare figure tecniche
altamente specilaizzate come: modellista e tecnico di maglieria,
per dirne alcune. A fronte di un elevatissimo numero di
curriculum che riceviamo quotidianamente nelle nostre aziende
sono davvero pochi quelli che riguardano figure tecniche.
Lo stesso Vittorio Giulini, spiega con una frase d'effetto
che "il prodotto più bello del mondo se non
si vende non vale nulla". Quindi i giovani devono sforzarsi
a pensare di più alla commercializzazione dei loro
prodotti sul mercato piuttosto che dedicarsi alle sfilate
di moda, che in fin dei conti, se non c'è una produzione
alle spalle non servono proprio a nulla. Anche Mario Boselli,
Presidente della Camera nazionale della moda italiana, ha
esposto una iniziativa validissima, per promuovere i giovani
designer, appena lanciata dalla Camera nazionale della moda,
istituire delle Joint Venture tra i giovani stilisti e i
nomi importanti della moda italiana. Questi ultimi si impegneranno
a produrre e promuovere le collezioni dei giovani disegnatori
di moda, dividendo poi gli eventuali rsultati economici.
Stefano Dominella, Presidente di Altaroma, ha poi spiegato
che l'intera manifestazione che si svolge a Roma punta essenzialmente
sui giovani, anzi, deve il suo risorgimento grazie all'apporto
delle nuove leve della moda. Non sono poi mancati autorevoli
interventi sull'argomento da parte di alcune figure importanti
della moda italiana come: Roberto Cavalli, Alessandro Dell'Acqua
ed Elio Fiorucci.
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