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Federica
Piaggesi.10-10-2003
Il
mare e il vento disegnano la collezione primavera-estate
2004 di Tomaso Stefanelli. Il mare che increspa le stoffe,
drappeggia orli e revers. Il vento che fa danzare onde di
chiffon e gonfiare vele di seta.
Le modelle
calzano cappelli di taglio maschile, su una collezione iperfemminile,
dove ruches, coulisse e volants abbondano in ogni dove,
dando volume e movimento a lunghi vestiti di chiffon, velatissime
camicie di seta e giacchine di lino strizzate in vita.
La sensazione
è che si voglia giocare con la tradizione sartoriale,
che viene ripetutamente scomposta, tagliata, bucata, in
un mix di rigore formale e sperimentazione.
Sui
capispalla si aprono impreviste brecce di nudità,
il sopra lascia intravedere il sotto, il davanti diventa
il dietro, le cuciture imprecise e i tagli al vivo per le
piccole giacche e i gilet in stile redingote. Le arricciature
si moltiplicano e trasformano le giacche in corsetti e i
colli delle camicie in bianchi lembi da incrociare, gonfiare,
annodare. Tutto è reinventato, familiare ma diverso.
La leggerezza
e la trasparenza dello chiffon si alterna in passerella
alla rigidità del lino, così come i volumi
più ampi e ariosi a quelli più aderenti e
sexy. La tavolozza si rifà all’azzurro e al
verde del mare.
Una
bella collezione, frutto di una ricerca formale quasi maniacale,
che guardando al passato si proietta con decisione verso
forme nuove ed inattese. Una bella conclusione per Milano
Moda Donna.
SPECIALE
MILANO MODA DONNA 2003 |