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Federica
Piaggesi.02-10-2003
Atmosfera
esistenzialista alla presentazione di Ter et Bantine. Uno
spazio spoglio e mistico come una galleria d’arte.
L’installazione di Maggie Cardelu come quinta teatrale
e la performance di un gruppo di ballerini, quattro uomini
e quattro donne, che mescolano tra loro corpi, abiti ed
emozioni. Una danza simbolica per esaltare la leggerezza
dei tessuti, il tremulo volteggiare delle rouche, le sbavature
di colore sui fondi bianchi.
Una moda lievemente androgina, che suggerisce una trasposizione
di ruoli, nella quale fantasie maschili come i gessati e
trasparenze femminili si abbracciano dando vita ad un guardaroba
trasformabile ed unisex.Abiti fuori dal tempo e dalla transitorietà
delle mode, da interpretare liberamente, per una collezione
dal mood intimistico e minimalista, fatta di sperimentazioni
sartoriali e ricerca dei tessuti.
Essenziale la tavolozza fatta per lo più di colori
neutri: bianco, nero, testa di moro; essenziali le linee
degli abiti, che hanno come unica concessione alla forma
qualche volant e cucitura a sbuffo.Un evento ben studiato
e ben riuscito, così come la collezione presentata.
Bella e meritevole l’idea di far convivere più
forme espressive all’interno dello stesso concept,
ed elevare un’evento di moda da semplice vetrina commerciale
a workshop creativo.
SPECIALE
MILANO MODA DONNA 2003 |