| Patrick
Battipaglia.29-09-2003
Tra certezze, sorprese e delusioni, si è appena conclusa
“London Fashion Week”, settimana
della moda londinese. Contenitore per eccellenza delle nuove
tendenze, dove ad ogni presentazione, ad ogni sfilata si
respirava aria di innovazione. La prima cosa che è
apparsa agli occhi di tutti e la riproposizione in chiave
vintage della moda anni cinquanta, tendenza dominante per
la prossima stagione calda. Lo stilista irlandese Paul
Costelloe, ha portato in passerella una collezione
ispirata alla femminilità e al glamour casto di quegli
anni. Musa ispiratrice della collezione l’attrice
Jiulianne Moore, che ha evidenziato su
di sè la silhouette strizzata in vita di Costelloe.
Anche nella collezione primavera/estate 2004 di Sadie
Frost e Jemina French, si respirava l’atmosfera
glamour degli anni cinquanta: chiome raccolte alla Olivia
de Havilland in “Via col vento”, impalpabili
micro-abiti punteggiati da fiorellini, costumi da bagno
con sgambatura bassa, che rievocano immagini da vecchie
foto sbiadite dei nonni, camicie a sbuffo di chiffon. Sul
parterre di Frost & French, l’immancabile pioggia
di vip: Gary Kemp, primo marito della Frost, nonchè
ex Spandau Ballet, ma anche le Top model Kate Moss e Claudia
Schiffer, nelle insolite vesti di spettatrici. Mannequin
blasonate, protagoniste invece sulla passerella di Julien
Macdonald: Jacquetta Wheeler, Elisabeth Jagger
e Anouk Lepere, che si sono susseguite in un’esplosione
di rossi accesi, argenti, neri, bianchi, rosa e giallo in
tinta fluo indossando sgambati costumi da bagno dalle profonde
scollature a V che spuntavano da tutine trafitte da fiorellini
o da ampi poncho crochet. In pedana si sono visti anche
sensuali abiti di chiffon che si gonfiavano sul retro e
miniabiti decorati di perle d’oro o frange. Il marchio
italiano GIBO, disegnato dalla stilista
olandese Julie Verthoeven, ha scelto per la primavera-estate
2004 un guardaroba più portabile e vendibile rispetto
alle sue precedenti collezioni: pantaloni alla caprese o
stretti alla caviglia da elastici; giacche a vento che reinventano
il K-way illuminandolo di colori vivaci come il verde prato,
abiti di jersey con maxi-tasche decorative pendenti e vestiti
che stratificano curvilinee lingue di tessuto. Festival
dei colori da Paul Smith, che ha mandato
in pedana una primavera-estate dominata dalla policromia,
punteggiandola di pois e rigandola di strisce in sintonia
con il suo stile. In alcuni casi emergevano temi cari alla
tradizione sudamericana con qualche accenno al carnevale
di Rio. In passerella hanno indossato i capi di Paul Smith
tante Top model: Vivienne Solari, Elisabeth Jagger, Jacquetta
Wheeler e Georgina Cooper. Suzanne Clements e Inacio Ribeiro
hanno proposto il loro caratteristico rigato crosiere alternato
a quadrettini Vichy, pois e delicate stampe floreali confezionando
una primavera-estate femminile e graziosa con qualche accenno
alla couture di Chanel, in particolare nei tailleur. L’apoteosi
di “London Fashion Week”, tuttavia, si è
raggiunta alla sfilata di Sophia Kokosalaki, che continua
a sorprendere in maniera positiva buyers e giornalisti.
La stilista greca ha portato in passerella il meglio del
suo repertorio stilistico, dove non mancano mai i riferimenti
al mondo classico: i pepli delle Kore e la morbidezza delle
statue di Fidia, che si sono evoluti all’insegna di
un look sexy, femminile e moderno. La stilista che disegnerà
i costumi per le Olimpiadi di Atene, ha giocato con i drappeggi
che fasciano la silhouette in tonalità degradate
di colori, dando forma a top che lasciano le spalle scoperte.
La donna Kokosalaki vive di notte, e non passa inosservata
con luccichii di cristalli Swarowski. La palette cromatica
gioca sulle diverse sfumature di rosa cipria, carta da zucchero
e tinte polverose con flash di nero assoluto.
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