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Daniela
Feletto. 13-07-2003
In
una sala semi-deserta, forse per l'eccesiva puntualità
dell'inizio dell'evento, hanno sfilato le creazioni di tre
giovani talenti della Flanders Fashion Institute & Royal
Accademy, una scuola statale che forma i suoi allievi attraverso
una dura legge naturale: chi non è abbastanza bravo
viene cacciato. La donna proposta sembrava una sopravvisuta
di una guerra nucleare che si deve vestire assemblando tessuti
e frammenti di abiti diversi, dallo street wear all'urban
chic, dalle tuniche alla schiava al glamour anni '80, dal
geometrismo anni '60 allo stile hippy: così si sono
visti abiti in stile amazzone dai tessuti leggeri abbinati
a pantaloni di camoscio e code di volpe, scaldamuscoli blu
a righe rosa, maglie strappate, veli sovrapposti, scarpe
ultrabasse, giacche legate al collo e portate come sciarpe.
Osare, osare, osare: questa è la parola d'ordine,
l'imperativo categorico di questa collezione ideata da giovani
e rivolta ai giovani o meglio a quei giovani che amano sperimentare
mischiando capi e fantasie, tagli e modelli con un tocco
di ironia e soprattutto senza prendersi troppo sul serio.
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