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Federica
Piaggesi . 25-06-2003
Una
nuova generazione tecnologica si fa strada sulla passerella
di Andrew Mackenzie, tra proiezioni laser e giochi d’acqua.
L’atmosfera dark delle ultime collezioni si dirada
e nuovi stimoli digitali sembrano prendere il sopravvento.
I ragazzi belli e terribili dello stilista scozzese, pur
non abbandonando completamente l’immagine di angeli
dannati che li caratterizzava, sembrano evolvere verso nuove
dimensioni estetiche.
Hackers, writers o gigolò, sono i figli ribelli di
una cultura di strada, per la quale essere e apparire è
un tutt’uno, vera e propria filosofia di vita.
Il guardaroba assume così una forte connotazione
streetwear in tutte le sue sfaccettature, da quelle più
sportive a quelle più eleganti, con un’unica
costante, la sensualità.
Estremo, libero e anticonformista il “gutterboy”
di Mackenzie veste t-shirts con stampe laminate e loghi
da rock-star, su pantaloni oversize di tutte le lunghezze,
pieni di tasche e catene.
Ricercato e sexy nel suo risvolto dandy, indossa con la
stessa disinvoltura pantaloni a vita bassa e giacche taglio
classico da indossare rigorosamente a torso nudo.
Elementi tech, nelle canottiere e le giacche lamè
color argento, mentre la gamma cromatica spazia dal bianco
e nero, al rosa, rosso, giallo e verde acido. Non manca
qualche fantasia dal sapore anni ’70.
Immancabile il denim, strapazzato, lacerato, semplice o
con ricche applicazioni per pantaloni di tutte le fogge.
Belli gli accessori, le cinture con grosse fibbie elaborate
e le scarpe multi-color in pelle di canguro.
Non c’è niente da fare, le sfilate di Mackenzie
sono sempre uno spettacolo! Meno estrema delle precedenti,
questa nuova collezione è fresca e dissacrante come
lo spirito giovanile che vuole rappresentare.
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