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Patrick
Battipaglia.
24-06-2003
Un
viaggio nell’arte dal sapore vintage, così
si può tradurre la nuova collezione di Combo - Combobella,
azienda italiana da sempre in prima linea nello sportswear.
Nata dall’amore di Giuseppe Fornari (Direttore artistico
del brand) per il mondo dello sport, del mare e soprattutto
del surf. La collezione primavera/estate 2004 dell’azienda
di Civitanova Marche, nasce dalla matita del disegnatore
Paolo Zero-T Capezzoli che trasferisce su t-shirt e felpe
Combo, le avventure di C+, super-eroe che viene da mondi
lontani, insieme a tutti i suoi amici e nemici. Qualcosa
che sicuramente farà saltare dalle sedie gli amanti
dei fumetti che faranno a gomitate pur di accaparrarsi le
originalissime T-shirt a fumetti. Stencil: arte grafica
in voga nei decenni passati, diventa il trait d’union
tra la creatività del writer fiorentino e i capi
dell’azienda marchigiana. Risultato: una collezione
entusiasmante dal sapore eighties. Immaginate una t-shirt
con accenni al polveroso mondo western piuttosto che richiami
alla weast coast americana, la California con tutti gli
elementi che a lei ci riconducono: palme, tramonti e gabbiani.
Qua e là ancora qualche accenno al militar look.
Per i puristi dello sportswear, invece, è interessante
il richiamo ai campi di terra rossa battuti dai più
importanti tennisti: molte righe, sia nelle stampe sia nei
tessuti, e colori che vanno dal giallo all’arancio
passando per il celeste. La declinazione femminile della
collezione primavera/estate 2004 ComboBella, è più
decisa che mai; gioca divertita con le grafiche che condivide
con Combo ma ne addolcisce la presenza con frivoli dettagli.
Il tema attorno a cui ruota la collezione femminile ComboBella
è l’etnico. Il guardaroba sembra rubato da
una tenda di popolazioni berbere con in più dettagli
e tessuti tipici dello streetwear più classico. Una
cosa appare subito evidente: ComboBella ama stupire attraverso
un mix di femminilità, comfort, aggressività
e dolcezza accostando gli opposti in uno stile dalla forte
personalità.
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