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Federica
Piaggesi . 24-06-2003
Partire.
Percorrere strade nuove, inesplorate. Lasciarsi alle spalle
tutto un mondo e ricominciare da capo. Reinventarsi, ma
sempre con stile! Sono le terre del nord ad ispirare la
collezione primavera-estate 2004 di Giuliano Fujiwara.
Terre
lontane, sospese nel tempo, dominate da una natura ipnotica
e sferzante, in cui far muovere un moderno viaggiatore,
elegante ed anticonformista al tempo stesso, un po’
Corto Maltese, un po’ Oscar Wilde.
Vento,
mare, luce, percorrono l’intera collezione traducendosi
in trame, colori e fantasie.
Ed è
la libertà assoluta a prevalere, non solo come astratto
ideale ma come esigenza di indossare capi leggeri e confortevoli,
pratici compagni di avventura, ovviamente non privi di un
certo stile.
Ricercate
le camicie ricavate dal tessuto di antichi Kimono giapponesi,
scomposti e rielaborati come pezzi unici, in versione patchwork
o total.
Le fibre
sono rigorosamente naturali, cotone, lana-cotone, mentre
tra le fantasie sono le righe a farla da padrone, in tutte
le possibili varianti di dimensioni e combinazioni cromatiche.
La tavolozza
asseconda questo sentimento “marinaresco” nei
toni della luce, bianco e azzurro e della notte, blu e nero.
Poche
stravaganze per una collezione che potremmo definire “minimal-chic”,
dove, come sempre, sono i dettagli a fare la differenza;
la ricerca formale, la qualità dei tessuti e gli
immancabili accessori, unico vezzo.
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