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Patrick
Battipaglia. 21-06-2003
L’ultima
edizione di Pitti Immagine Uomo segna un passaggio epocale,
quelli che per molti anni sono stati considerati prodotti
di nicchia, in un momento di crisi dell’intero settore
tessile, diventano il punto trainante del Made in Italy,
non è un caso che i visitatori del Pitti si sono
letteralmente riversati nelle sezioni dedicate allo sportswear
e allo streetwear. Le aziende che producono abbigliamento
sportivo hanno saputo interpretare l’evoluzione dei
gusti del pubblico che preferisce spendere meno e vestirsi
liberamente senza seguire protocolli ben definiti, da qui
nasce il successo di aziende come Lonsdale London, Guru,
Criminal, Combo, Gas, ormai diventate icone delle nuove
generazioni. Non è casuale l’evento organizzato
venerdì 20 giugno alla Stazione Leopolda per celebrare
la storia di Fake London, dissacrante marchio inglese che
ha legato la sua fortuna alla cultura di strada. Una retrospettiva
che racconta il background della griffe britannica attraverso
un percorso di dieci tappe che parte dai dieci best parka
(capo simbolo del marchio inglese) per arrivare alla “media
room”, dove il mondo di Fake viene raccontato attraverso
delle immagini multimediali (dalle sfilate agli shooting).
Quindi “streetwear” è la parola d’ordine
del futuro, con un pizzico di vintage per far sorridere
un settore, quello della moda costantemente alla ricerca
di una propria dimensione.
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