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Patrick
Battipaglia. 20-06-2003
Con
le “solite” novità che di stagione in
stagione attirano migliaia di compratori e addetti ai lavori,
tra le mura della Fortezza Da Basso, Pitti Immagine si riconferma
con la sua 64° edizione manifestazione leader nel settore
fieristico internazionale, soprattutto grazie ad alcuni
eventi esclusivi che da qualche anno a questa parte fanno
da corollario alla kermesse fiorentina. Un plauso particolare
alla prima collezione uomo firmata dal couturier romano
Maurizio Galante che pur mantenendo una dimensione consona
all’Alta Moda ha presentato in passerella una serie
di capi che si rifanno allo streetwear, tendenza dominante
degli ultimi tempi, a dimostrazione che lo stilista presta
una particolare attenzione all’evoluzione del mercato.
Il guardaroba per la primavera/estate 2004 proposto da Maurizio
Galante si sviluppa attraverso 28 capi basici, a primo impatto,
sofisticati nei particolari. “Per questa importante
esperienza fiorentina ho assemblato situazioni e condizioni
diverse: un luogo magnifico denso di storia; quella parte
del mio lavoro che più legata alle emozioni, - ha
commentato lo stilista romano - questa è una collezione
uomo che guarda al mio futuro che io chiamo 0”.Un’altra
pagina importante della 64° edizione del Pitti è
stata scritta dallo stilista cipriota Hussein Chalayan che
giovedì 19 giugno al Teatro della Pergola di Firenze
ha presentato, attraverso l’originale proiezione di
un film di venti minuti che racconta la prima collezione
maschile dello stilista. Nella pellicola girata all’aeroporto
di Atene, crocevia importante di diverse culture, Hussein
Chalayan fonda presente e passato, con riferimenti alle
ondate migratorie che hanno toccato il su paese natale.
I capi sono stati interpretati dallo stilista come una sorta
di talismani archeologici contenenti schegge di passato
e di presente, diventando alla fine, quasi paradossalmente,
congelati frammenti del loro stesso iter archeologico.
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