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10-06-2003.Luci
e colori che evocano mondi onirici e reali, spiritualità
e materialismo, geometrie visibili
ed invisibili, tributo al passato e apertura al futuro…
Questa la sfilata 2003 di Polimoda, celebre Istituto di
fashion, design e marketing di Firenze, che si è
svolta sabato 7 giugno presso la Stazione Leopolda.
Un viaggio fashion creato da 88 studenti: non solo i futuri
designer, ma anche i futuri manager che hanno dato un notevole
contributo occupandosi sia del concept dell’evento
sia delle strategie di presentazione, sia dell’organizzazione
della sfilata.Dai finestrini del treno Polimoda si sono
potuti ammirare 134 abiti, interamente progettati e realizzati
dagli stilisti di domani, non più guidati dalla figura
del “tutor”, ma lasciati liberi nell’indirizzo
della propria creatività. Ogni capo costituiva un
modo personale di sviluppare il tema che stava alla base
dei vari quadri presentati, la materializzazione di un astrattismo
concettuale, che ha dimostrato come Polimoda riesca a coltivare
e sviluppare il talento personale dei suoi studenti.L’essenzialità
della forma geometrica in Forms, dove l’abito si trasformava
in continuazione aprendo e chiudendo zip, allacciando e
slacciando nastri, che hanno reso unici e particolari i
tessuti d’avanguardia con cui sono stati realizzati,
si è contrapposta alla geometria invisibile dell’animo
umano rappresentata da Emotions. Un turbinio di colori,
una varietà di tessuti che ben hanno rappresentato
l’emotività umana, così volubile e leggera
quanto può esserlo un corpo animato da una veste.
Ci siamo poi lasciati avvolgere dalle sfumature del tramonto
con Orient Express. Rossi e aranci caldi, decisi scivolavano
su tessuti preziosi come la seta, lo shantung e lo chiffon
per avvolgere i personaggi come in una favola. Ispirati
ancora alle fiabe, questa volta nordiche, gli abiti di C’era
una notte che hanno vestito folletti, fate, gnomi per il
bambino che alberga in noi e non vuole perdere la capacità
di stupirsi del mondo che lo circonda. La nebbia però
è sempre in agguato e ci ha condotto nel Sogno onirico,
dove i desideri si tramutavano in incubi su superfici increspate
di garze consunte e veli di chiffon, l’unico respiro
concesso.
In questo
lungo viaggio si è ritornati alla realtà con
All my family. Hanno sfilato mamme, papà, nonni e
bambini vestiti con abiti in tessuti naturali, dalla lana
al cachemire, dal lino al cotone, per recuperare i valori
del piccolo mondo quotidiano, che mode eccessive in passato,
hanno allontanato contribuendo a dissociare la famiglia.
Punto di partenza per ogni nucleo familiare sono un uomo
e una donna, che nel quadro Oggi sposi si sono fatti in
quattro per presentarsi al pubblico con capi “vintage”,
necessariamente bianchi, ideali per convolare a nozze in
un futuro prossimo dove le culture sintetizzate sì
perdono nell’iper spazio delle mode.
Un’attenzione
particolare alla spiritualità dei secoli passati
caratterizza Timeless, dove è avvenuto il recupero
d’esperienze differenti ma simili, che si sono manifestati
attraverso colori forti e decisi: rosso e marrone dipingono
pelli e sete, per poi aprirsi in ricami preziosi. Infine,
un omaggio ad alcuni grandi stilisti del passato in Stolen
Beauty - Homages. Balenciaga, Christian Dior, Mariano Fortuny,
Jean Paul Goultier, Grès, Charles James, Paul Poiret
sono rivissuti in abiti da gran soirée frutto di
occhi giovani incantati dall’armonia della classicità
reinterpretata nella dissonanza della contemporaneità.
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