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Patrick
Battipaglia. 01-06-2003
Il
settore tessile piange? quello della cosmesi ride. Sono
le due facce della stessa medaglia: da una parte il settore
dell’abbigliamento che non si è ancora ripreso
dalla crisi dell’undici settembre; dall’altra
parte il settore cosmetico che ha trovato giovamento dalla
fase d’instabilità sociale che ha fatto seguito
all’undici settembre. Dagli psicologi, questa situazione,
è spiegata con il cosiddetto: “Effetto coccole”.
Secondo, infatti, l’interpretazione degli studiosi
del comportamento umano, l’unico antidoto ad una situazione
d’incertezza sul futuro è immergersi in una
vasca da bagno piena di schiuma profumata. Un’altra
causa che ha rafforzato il settore cosmetico è il
sempre più crescente narcisismo degli uomini, che
ormai prendono letteralmente d’assalto istituti di
bellezza e beauty farm. Spendendo, inoltre, ingenti quantità
di denaro nell’acquisto di prodotti per il corpo.
I numeri sono eloquenti: il 2003 si chiuderà con
oltre il 3% di crescita delle esportazioni, per poi non
parlare dell’aumento della produzione, rispetto al
2002 si prevede un incremento del 3,1%. Questi dati rafforzano
la posizione dell’intero indotto cosmetico che ormai
rappresenta un terzo della bilancia commerciale del settore
fashion. A tal proposito afferma Alberto Donati - Presidente
dell’Unipro - “Il settore cosmetico è
ormai da considerarsi come uno dei punti di forza del Made
in Italy, siamo un mercato che sta bene - prosegue Donati
- perché abbiamo messo tecnologia nel prodotto e
i mercati internazionali lo apprezzano, siamo noti per vendere
non solo qualità, ma anche Italian Style”.
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