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la kermesse di Milano Moda Donna f/w 2004 e lo fa in grande
stile: prima apparizione ufficiale nel calendario milanese
per Evisu, marchio cult del denim nipponico, al secolo Hidehiko
Yamane. E’ il designer in persona ad aprire la sfilata,
calcando la passerella con indosso un trench, giacca in
velluto rosso, stivaloni da cavallerizzo e pant sotto il
ginocchio. L’Evisu girl è alternativa e d’avanguardia,
di matrice decisamente british. Indossa pantaloni con cinghie,
bande, rigorosamente sotto il ginocchio, dallo spirito army.
Aggressiva e combattiva, la donna si veste con tute, abitini
e top camouflage, si muove indisturbata tra l’urban
wear e lo sportswear: va a caccia, a pesca (con tanto di
canna da pesca), a cavallo: tute con cappuccio, salopette,
micro-abitini in felpa, giacche minute e gilet, kilt quadrettati.
Il jeans, capo di battaglia della griffe, è grigio,
nero e stretch. Ai piedi, ciabattine rosse decorate, rubate
alle geishe e reinterpretate col gusto occidentale, si alternano
a stivali alti in pelle. Incredibile la borsa in denim:
enorme, extra extra large, nasconde l’intera silhouette.
Troneggia ovunque il gabbiano astratto di Evisu: il logo
diventa gigantesco, pennellato in bianco su una tuta da
lavoro in denim. Sfilano giacche e cappotti da caccia alla
volpe, la palette cromatica ruba i colori del sottobosco:
verde, marrone, grigio. Stampe floreali dal volto anni ’30
con coloriture fiammanti compaiono sulle camicie kimono,
da indossare con un inatteso obi in jeans. L’alternativa
è la tuta in jeans con obi in raso rosso decorato.
Una donna ibrido, eclettica e cosmopolita, che recupera
i codici di lettura del menswear e li trasforma in un pret
a porter femminile e d’avanguardia. Partita nell’88
da Osaka, l’avventura della griffe Evisu è
oggi un colosso del jeanswear. La collezione fall winter
2004 prende vita dalle mani di Pamela Blundell, sarta londinese.
Chiude la sfilata ancora una volta lo stilista in persona:
stavolta calca la passerella a piedi nudi, indossa un kimono
rosso fiammante. Quasi a ribadire che lo spirito del Sol
Levante è l’anima della collezione. Fuso, ovviamente,
alle suggestioni d’Occidente.
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