Nel momento in cui
Fendi lancia la nuova di una serie di borse, entrate nella
storia della moda, nel giro di pochi anni, il museo newyorchese
Fit, consacra il successo mondiale della griffe, dedicando
ampio spazio agli accessori Fendi, all’interno della
mostra Fashion Italian style: così trovano spazio
nel museo la mitica baguette (venduta in 700 mila pezzi
e realizzata con diversi materiali, dal coccodrillo ai
tessuti damascati, ricamata o intarsiata di perline) che
è stata realizzata nel 1996, di forma rettangolare,
non troppo grande ma nemmeno troppo piccola, capace di
lanciare la moda “ascellare”, grazie alla
sua mini tracolla da portare a mano; le varie versioni
successive, come la mini-baguette, la mamma-baguette e
la body-baguette; la “Ostrik”, dalla forma
del mollusco da cui ha tratto il nome, realizzata in diverse
dimensioni e versioni (come quella in lamina di metallo
d’oro e d’argento). Ma l’estro creativo
di Silvia Venturini Fendi, la geniale ideatrice di questi
capolavori da museo, non si è affatto esaurito,
anzi ha prodotto l’ultima novità per l’estate
2003, la borsa “Diavolo”, pensata per la donna
decisa e arrogante e, per sottolineare le proprie radici
romane, ha ideato la “Biga” la cui versione
Biga-Mesh è esposta al Fit e disponibili solo su
ordinazione. Il motivo? Semplice è un pezzo raro,
lussuosissimo, realizzato con intrecci di maglie di metallo
e cristalli, il cui costo si aggira intorno ai 12 mila
euro. Un sogno, un lusso da tener ben custodito, la cui
bellezza resisterà al passare inesorabile delle
mode, confermando la presenza del marchio Fendi, nella
leggenda della moda senza tempo.