| E’
il 1853 l’anno in cui un emigrante bavarese fonda
a San Francisco l’azienda Levi Strauss: per rispondere
alla richiesta di indumenti da lavoro da parte dei cercatori
d’oro della West Coast americana, il giovane Strauss
si diede da fare col tessuto “indistruttibile”,
il denim. Ma la miniera d’oro fu proprio lui a trovarla:
oggi l’azienda Levi’s è un colosso del
jeans&casualwear, il jeans è diventato un linguaggio
comune tra le generazioni. Dalle gambe dei cercatori d’oro
si è evoluto a simbolo della trasgressione negli
anni 60, fino a essere un capo diffuso sulle passerelle
delle più importanti griffe della moda. Levi’s
si è sempre distinta nell’universo del jeans&casualwear
puntando su innovazione e creatività. Del prodotto,
della comunicazione. Un’advertising provocatoria e
unconventional, è sempre stata questa una delle grandi
chiavi strategiche dell’azienda. Campagne di successo,
dallo stile inconfondibile, spesso caratterizzate da una
sensualità irriverente, create da un’agenzia
(la Bartle Boogie Hegarty) dinamica e al passo coi tempi,
capace di cogliere i mutamenti di un pubblico eterogeneo
e vivace qual è quello giovanile.
150 anni di attività ed è ora di festeggiare
in casa Levi’s, lanciando il nuovo prodotto: “la
linea più innovativa degli ultimi 150 anni”.
Nasce Levi’s Type1 TM: denim blu indaco, dettagli
che arrivano direttamente dai primissimi modelli, come bottoni
esagerati, rivetti, impunture a vista, vita bassa che disegna
una sorta di v sul bacino. Nuovo prodotto, nuova campagna
pubblicitaria.
L’anteprima dello spot avviene al “Light”
di via Maroncelli, nel cuore della Milano da bere. A presentarlo
Kenny Wilson, brand manager dell’azienda. Nel parterre
Elio Fiorucci: immancabile lupetto blu, aria sorniona e
pacata. Come poteva mancare a una simile kermesse lui, l’uomo
che ha nobilitato il jeans, l’uomo che ha lanciato
il jeans, l’uomo che ha sempre creduto nella magia
del denim? Eccolo lì, comodamente seduto sulla sua
sedia-trono, per assistere alla presentazione. Al via lo
spot: si susseguono frames dal ritmo accattivante, sui loop
ipnotici del musicista Nellee Hooper. Protagonisti: una
schiera di ibridi topo, una “nuova razza audace”,
come recita lo slogan dello spot, ambientato in una Los
Angeles “underground “, offuscata dalla flebile
luce del crepuscolo. La macchina da presa ci fa conoscere
una strana banda di ibridi umani: metà topo, metà
uomo: inquietanti, affascinanti, graffianti. Come i jeans
che indossano mentre camminano indisturbati lungo le strade
della metropoli. Stanno architettando qualcosa di strano,
lo s’intuisce subito: vanno in giro con una misteriosa
scatola di cartone con buchi per l’aria. Una della
banda s’infila in una cabina telefonica e parla con
una donna di mezza età borghesotta quanto bigotta,
nel salottino lindo della sua casa. Poi la gang s’intrufola
in macchina e parcheggia in un garage losco e isolato. Il
“capo ibrido” al volante scende, consegna il
pacco alla donna della telefonata e intasca la grana. Cosa
c’era in quella scatola? Un gatto. La banda topo aveva
rapito il rossiccio felino della poveretta, che ora lo abbraccia
soddisfatta, ancora incredula. Di certo non meno basita
di noi spettatori, che al termine dello spot non possiamo
che applaudire. Ricapitolando: si può ribaltare il
reale, roditori -uomo possono rapire gatti, la “nuova
razza audace” indossa jeans Levi’s. Lo spot,
firmato dal geniale regista Michael Gondry, non può
che destare domande e colpire. Una campagna pubblicitaria
innovativa, divertente, supportata dalla qualità
di prodotto. Niente male. 150 anni portati bene, Levi’s.
Attualissimo, moderno e audace. Il nuovo spot, almeno quanto
il nuovo jeans.
La campagna “Swap”, supportata da una comunicazione
digitale accessibile al sito www.levi.com, assalterà
il piccolo schermo dal 13 febbraio. Attenzione alla “nuova
razza audace” griffata Levi’s, naturalmente.
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