Nel buio della sala,
ad una ad una avanzano tre balllerine, vestite di
antichi abiti, tipici della corte francese di fine settecento;
si muovono a
scatti, come mosse da una carica e si bloccano, dopo aver
compiuto sinuosi
movimenti con le braccia. Lentamente entrano le modelle,
grottesche bambole
viventi, dalla capigliatura scomposta ma vestite nel più
lussuoso degli
stili pre-rivoluzionari: questa è stata l'idea,
il filo trinante della
collezione di alta moda presentata da Gianni Calignano,
all'AltaRoma. Le
donne possono sognare di vivere in un' epoca dove imperava
il lusso più
sfrenato: gonne di tulle, trasparenti o meno, rese gonfie
da sottogonne
dorate, bustier intarsiati di fiori di paillettes, pizzo
nero ricamato come
sottogonna, leggere camicie dalle maniche trasparenti
di tulle, lunghi abiti
a tunica che giocano con trasparenze e fiori ricamati.
Lussuosi gli abiti,
azzeccata l'idea di far danzare le proprie bambole viventi,
irritante però
la trovata di far uscire per due, tre volte, le proprie
creazioni, aggravata
dalla (voluta) mancanza delle sedie in sala che costringeva
gli spettatori a
sostare in piedi e rendeva ancora più tediosa la
ripetuta visione. Tuttavia,
una cosa è certa, lo stile, il gusto per la sartoria,
la cura dei dettagli e
soprattutto, l'irriverenza, di Gianni Calignano, sono
fuori discussione.
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SPECIALE
ALTA MODA ROMA 2003