|
LAVORO
NERO, IL MONDO DELLE PASSERELLE SA E CONDANNA
Il mondo della moda sa e condanna: i grandi nomi dello stilismo
e anche quelli dell' imprenditoria conoscono la realta'
del lavoro nero ma non se ne sentono responsabili. I controlli
ci sono ma non riescono a rompere il rapporto di omerta'
che lega chi e' sottopagato dai loro datori di lavoro. Li
unisce il bisogno di sopravvivere da una parte e, dall'
altra, la voglia di far soldi per poi magari potersi riciclare
in lavori piu' puliti. ''Forse - osserva Giorgio Armani
-, il persistere del lavoro nero in Italia dipende anche
dal non dare la possibilita' ad un produttore di fare il
proprio business con un sufficiente margine di guadagnano,
perche' oberato da un sistema di tasse abbastanza pesante.
Oppure - aggiunge lo stilista - c' e' semplicemente il bisogno
e la volonta' di far lavorare un po' tutti: l' arrangiarsi
e' tipico italiano ed e' possibile perche' il nostro non
e' un vero e proprio sistema industriale, da noi anche la
grande industria si fraziona in mille rivoli produttivi
di cui essa stessa finisce per perdere le tracce''. ''Ci
sono norme precise per controllare e certificare la filiera
della produzione dall'inizio alla fine e facciamo il possibile
perche' vengano rispettate'', dice il presidente della Camera
della Moda, Mario Boselli, a capo dell' omonimo gruppo tessile.
La denuncia presentata oggi da un quotidiano sull' utilizzo
indiretto che farebbero le griffe di manodopera malpagata
e di laboratori clandestini nel napoletano, non trova impreparato
il presidente della Camera della Moda. ''Abbiamo sempre
protestato quando veniamo a conoscenza che cio' avviene
nel terzo mondo - ha aggiunto -, ci manca che lo tolleriamo
a casa nostra, a Napoli''. Lo stilista Alessandro Dell'
Acqua si tira fuori dall' area del sospetto in cui potrebbe
esser costretto dalle sue origini meridionali. ''Condanno
chi e tutto cio' che in qualche modo puo' danneggiare chi
lavora seriamente in questo mondo - dice -. Per quanto mi
riguarda, verifico sempre la mia produzione, ma penso che
le grandi griffe si siano allargate a tal punto, che non
riescono piu' tenere sotto controllo l'intera catena produttiva''.''E'
un problema da non sottovalutare - secondo la figlia di
Laura Biagiotti, Lavinia, che affianca la madre soprattutto
negli aspetti organizzativi e che ha cominciato ad occuparsi
direttamente delle linee -. Noi siamo tranquilli, facciamo
tutto nel nostro centro di produzione a Guidonia''.''A Carpi
dove noi produciamo il problema non esiste'': Anna Molinari,
stilista del marchio Blumarine e imprenditrice, invita tutti
gli stilisti italiani a produrre nella sua terra ''dove
ci sono tanti laboratori legali e regolari; li' siamo in
grado di fare tutto, dal bottone al vestito e alla luce
del sole''.
A LONDRA SFILATA CON VESTITI FATTI DI BANCONOTE
Alta moda e alti prezzi spesso vanno insieme e l'abbinamento
non sempre e' giustificato, ma sul valore delle creazioni
che ha presentato a Londra uno stilista inglese non ci sono
dubbi: valgono 10 mila sterline e per verificarlo basta
contare le banconote con le quali sono state fatte. Russel
Sage ha ricevuto dal suo sponsor, la Britannia Building
Society, pezzi da 10, 20 e 50 sterline e ne ha ricavato
un abito, una gonna ed una giacca che, alla fine della sfilata
nel suo atelier di Kensington, saranno venduti all' asta
e il ricavato dato in beneficenza. ''Il tema del mio show
e' mettere in dubbio il valore dei vestiti. Ce ne sono tanti
che vengono venduti a 10 mila sterline. Volevo vedere come
veniva uno fatto con soldi veri'', ha detto lo stilista.
MODA: D&G; AI GIOVANI 'UNA CAREZZA E UN BACIO' TRA I PETALI
Forse i ragazzi hanno bisogno ''di un bacio e una carezza''
dicono Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che spiegano cosi'
la sfilata di D&G, la loro linea piu' giovane. La violenza
giovanile sta facendo fare a ogni adulto un esame di coscienza
molto al di la' delle proprie responsabilita': ''abbiamo
voglia di una simbologia piu' light'' piu' leggera e luminosa
di tanti tetri riferimenti con i quali vengono martellate
le nuove generazioni. ''Dietro al giovane duro c'e' comunque
tanto romanticismo'': e allora ecco che la coppia di stilisti,
sempre alla ricerca di una sintonia con le strade percorse
dai ragazzi, propone il new romantic, il rock della cantante
Debbie Harry (Blondie), di musica forte ma di parole tenere.
Sulla passerella coperta di petali di rose rosse sfila tanto
nero ma anche tanto bianco e tanto rosa, le forme sono meno
strette del solito, i maglioni sono grandi e accoglienti.
Non e' un cambiamento di rotta, c'e' tutto il mondo di D&G
ma meno sfrenato e sregolato: ''i giovani sono come la new
economy che - dicono Stefano e Domenico - ha costruito tutto
sul nulla. Ci voleva, perche' cosi' ha creato una nuova
cultura, ma oggi c'e' bisogno anche di regole''. I due naturalmente
non vanno mai presi alla lettera, visto che hanno presentato
bermuda con stivali alla moschettiere e giubbini neri con
pancia scoperta, o altri in denim con maniche gonfie e arricciate,
sopra gonne bianche stampate (anche con il teschio dei pirati)
e stringate. E poi magliette e canottiere con la scritta
'French Kiss by Debbie' e con tante altre, sotto enormi
pellicce bianche sintetiche e pelosissime fino ai piedi.
E ancora, frac neri foderati di raso rosa, maglioni e scarpe
verde fluorescente, gonne in organza a fiorellini con volants,
vestiti neri trasparenti con ruches su collo e polsi, sabot
altissimi con calzettoni e collant neri. ''Oggi tutto e'
labile e niente e' stabile'' dicono i due stilisti, pensando
al mondo giovanile ma anche alla fatica di trovare sempre
cose nuove da proporre, al ritmo frenetico dei cambiamenti.
Sabato sfilera' la prima linea Dolce & Gabbana e sono annunciate
grandi sorprese. Intanto i conti si prospettano tutti in
positivo: il fatturato wholesale del marchio, al 31 marzo
(data di chiusura del bilancio), sara' di 795 miliardi di
lire con un +27% rispetto ai 625 miliardi dell'anno precedente.
Inoltre quast'anno la White Label (la collezione piu' tradizionale)
sta segnando +20% e gli accessori, che la societa' produce
in proprio, +19% di vendite.
A PALERMO IL PRIMO CORSO DI LAUREA
PER PROGETTISTI DI MODA
E' nato il primo corso di laurea per ''progettisti di moda''
dell' ateneo palermitano che sara' gestito dall' Accademia
delle Belle arti e avra' durata quinquennale. E' prevista
anche una laurea breve di tre anni. Le lezioni prenderanno
il via il 5 marzo. Il corso, a numero chiuso, voluto dal
ministero dell' Universita', sara' aperto per il primo anno
a 25 studenti. Per accedervi i candidati dovranno superare
la selezione che comincera' il 26 febbraio e durera' tre
giorni. Dovranno superare prove di disegno da modello vivente,
pittura e storia dell' arte. Tra le materie del corso vi
sono storia dell' arte, design del gioiello e dell' accessorio,
storia del costume, elementi di marketing, decorazione.
Al nuovo corso di laurea alcune lezioni saranno tenute da
docenti importanti nel mondo della moda come Renato Balestra,
Dolce & Gabbana, Brunello Cucinelli, il 're' del cashmere
italiano, Graziella Pera e Marella Ferrera. La Provincia
di Palermo mettera' a disposizione i locali dell' Istituto
di Santa Lucia in via Principe di Belmonte.
|