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Oggi le passerelle, domani forse le piazze: appena costituita,
la Federmodelle, il primo sindacato a difesa di modelle
e indossatrici, nato con l'obiettivo di sanare situazioni
di illegalita' e sfruttamento, ha gia' presentato un emendamento
all' articolo 27 del decreto legge 28/7/98 n.286, che regola
l'ingresso in Italia per lavori cosiddetti particolari,
categoria in cui oggi non sono presenti modelli e modelle.
''Questo mancato riconoscimento - spiega l' avvocato Roberto
Arnoldi, segretario generale di Federmodelle pone l' intero
sistema in uno stato di illegalita'. Parte rilevante delle
modelle che giungono in Italia, infatti, proviene dai paesi
dell'Est ed e' costretta ad operare in assenza di permesso
di soggiorno''. Oltre a ledere l' immagine della moda italiana,
questa situazione, secondo Arnoldi, ''costituisce un grande
rischio per tutte quelle ragazze che giungono in Italia
da ogni parte del mondo e che oggi non vengono tutelate
a sufficienza rimanendo esposte a situazioni di ricattabilita'''.
Per questo la Federmodelle, il 13 maggio scorso, ha presentato
un emendamento per far rientrare anche modelli e modelle
nella categoria dei lavoratori particolari che hanno il
diritto di richiedere il permesso di soggiorno per lavoro.
Il sindacato nazionale Federmodelle e' stato recentemente
costituito come associazione apartitica e senza fini di
lucro e mette a disposizione di tutti gli associati assistenza
legale e consulti gratuiti nelle vertenze extra-giudiziarie.
L' organo direttivo dell' associazione e' composto da Vincenzo
Di Sarli (Presidente), Franco Battaglia (Vice Presidente),
e l' avvocato Roberto Arnoldi (Segretario Generale).
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